Un triangolo. Noiosa storiella di fin troppo facile, prevedibile esito.
Eppure, se così fosse, perché maestri del racconto cinematografico e letterario, vi ci sono cimentati, con risultati scolpiti nel nostro immaginario?
Basta pensare a Fritz Lang, a Georges Clouzot, a George Simenon, per esempio ed ecco che si esce dalla banalità apparente e si entra nel bosco magico e spaventoso, buio e notturno, intricato e mortale.
Da una elaborazione di Luigi Romagnoli, di racconti di Georges Simenon, si condensa una storia di banali gesti e, intricati destini.
La scrittura asciutta, essenziale depriva la bellezza scontata di appigli estetici, la confina a emozioni provate da un personaggio rievocato da memorie sfumate, come in uno stato febbrile.
E in questo rimbalzo di piani, si svolge una storia di intensissimo amore, sia carnale che spirituale e come tale, estremamente caduco e, disperato.
Un omicidio, una donna di bellezza senza tempo, un uomo sposato, la durezza di destini in cerca di riscatto, la morte incombente.
Una trappola, l’ennesima sul cammino di una donna ma invisibile fino alla fine.
Oggi ne ridiamo, seppur ci siano ancora esempi del genere, persino nell’evoluta società occidentale, ma in questo rogo virtuale e spostato nel tempo, senza tribunali ma con gli stessi esiti mortali, ci sono passate tantissime donne, vittime di un concetto troppo sublime di amore e precipitate con esso, per sempre.
A loro memoria e per cercare una volta per tutte di togliere muffa dorata e ragnatele di diamanti da parole abusate, dette per dire e poi mai più osservate, al primo ostacolo di vite aliene ed incrociantesi in convenzioni e percorsi spesso perpendicolari e risolti solo da temporanei, edonistici piaceri legati alla gioventù o all’avvenenza.
Unitamente ad altri spettacoli, esploriamo il concetto di: Amore, da un punto di vista noir, come gioco interpretativo e collocazione temporale.