























In scena!














… e le prove!
































In ordine di apparizione:
Loredana Orlandi
Giorgia D’Aprile Østvær
Luciana Parentela
Mary Diletti
Anastasia Renzi
Anette Skarphol Orlandi
Giada D’Amato
Alessia Tonti
Paola Fulci
Note a Malamore 2018
Qual’è uno spettacolo che immediatamente unifica le reazioni di un gruppo di donne, le porta a viversi in quanto tali e, smessi gli abiti da attore, essere un tutt’uno col testo messo in scena?
Tra le altre ed innumerevoli possibilità, il parlare di violenza spicca come uno dei più sentiti. Esso campo d’insieme di altre e articolate sfide a cui dover opporre tutte sé stesse e, farne forza.
Ma la violenza, no. Essa alligna in ogni passo autonomo, fin dalla nascita, in ogni angolo dell’esistenza, sorte comune anche ai maschietti, a cui però, si consentono margini più articolati. Le donne, no. Da memorie e storie di vessazioni, appropriazioni arbitrarie di terzi, oblio in senso stretto, siamo ad oggi con una miscela in mano, ancora esplosiva ma con alcune parti rese inerti ed altre ancora da affrontare.
La violenza, quella subdola, quella oltre la sopraffazione fisica, quella psicologica, indotta, fatta assorbire e poi, da lì riprodotta verso terzi indifesi; quella violenza pervasiva, ossessiva, parcellizata, resa anelata anche, portata in camera da letto ma spesso non condivisa come gioco ma solo come rapporto di potere.
E poi, l’uscirne dal nido, accompagnato da altre incarnazioni della stessa volontà di ridurre chi, cosituisce una potenziale minaccia e da secoli, incastrata nelle pieghe dei dogmi religiosi e delle strettoie del decoro borghese.
Ed ecco che in scena si materializzano nove donne, una frazione di un mondo ai più oscuro e le cui storie, da loro vissute o solo intrepretate, aprono spazi e letture altre, nel gioco leggero di chi sa di possedere una forza diversa, non maschile, non muscolare, unica in sè e collettivamente, al di là delle lotte che ancora le attendono.
Un gioco, sul filo della realtà, condotto con passione, scritto con passione e diretto da una donna, traendo la forza da un testo scritto da un’altra donna.
Che dire… Se non applaudire a tanto talento e penetrante lettura.